Valentina Zummo nasce a Marino (Roma) il 6 ottobre del 1980.

Sin da piccola il suo percorso è sempre stato chiaro. Già all’età di sette anni ne da prova, addirittura di fronte all’intera classe, dopo che la sua maestra aveva messo in dubbio le sue capacità nel disegno. “Non è farina del tuo sacco”, parole che la piccola Valentina ha preso come una vera e propria sfida, dove ne esce vincitrice.

A seguito di questa dura sconfitta, la maestra regala alla bimba un libro di Benito Jacovitti che diventerà così uno dei punti di riferimento e maggiore ispirazione nel futuro artistico di Valentina Zummo.

Frequenta l’Istituto di Grafica Pubblicitaria Virginia Woolf. Appresa la tecnica del disegno e successivamente della pittura da autodidatta, sviluppa un suo stile molto personale. Influenzata oltre che dalle illustrazioni dei più celebri fumettisti italiani, nelle sue opere si denota un gusto particolare per le line e i colori del mondo dei tattoos, con un vago richiamo allo stile old school.

I suoi personaggi si circondano di un’aurea malinconica, senza nascondere il desiderio di riscossa. Nonostante spesso i protagonisti delle sue opere siano messi di fronte a prove dure da superare, quello che emerge è la grande forza di volontà di raggiungere i propri obiettivi con la più totale naturalezza  possibile, forse perché, presa coscienza del fatto che non ci sia altra alternativa, non resta altro che rimboccarsi le maniche e non soccombere alle difficoltà.

Il suo stile si caratterizza anche per l’uso di più tecniche, il che le permette di ricreare mondi sempre diversi tra loro, senza perdere mai il suo personale tocco.

La passione per i vecchi libri illustrati, le sue due gatte, i tatuaggi, e gli oggetti del passato e in particolare per quelli sacri, pescati dai mercatini dell’usato, diventano parte integrante dei suoi lavori, portando il suo lavoro non solo a semplice opera d’arte ma addirittura a vero e proprio feticcio da collezione, dietro al quale si celano storie mai raccontate e segrete ma che grazie ai personaggi che si fanno portavoce, vedono la luce.

L’esperienza del 2004 presso lo studio Psycho Tattoo di Roma, porta Valentina a confrontarsi con artisti anche internazionali, trovando così la possibilità di affinare le sue tecniche.

Negli anni a seguire si fa notare da alcuni curatori e gallerie romane (Temporary Love, MondoPOP, Mondo Bizzarro) che la coinvolgono in collettive affiancata anche ad artisti della lowbrow art e del pop surrealism sia americano che italiano, affermandosi col tempo ella stessa come tra gli esponenti del pop surrealismo italiano.

Nel 2011 presenta “Wannabe Zummo”, la sua prima personale presso lo Studio 21 Tattoo & Art Gallery di Salerno. Sempre nello stesso anno viene inserita nel programma per la televisione francese “Rome et le Vatican” prodotto dalla Echappées Belles.

Dopo aver conquistato l’Italia, la sua arte viene esportata anche in giro per il mondo, registrando partecipazioni a collettive da Detroit a Parigi, da Chicago al Principato di Monaco.

Nel 2013 cura l’artwork per il disco omonimo di Alessio Dari, in arte “Artù”, distribuito dalla Universal.

Nel 2015 progetta grafiche per t-shirt in esclusiva per il brand Pushertees.

Negli ultimi anni si sono interessate al lavoro di Valentina Zummo anche produzioni cinematografiche e televisive.

 

 

Per la mia biografia ringrazio con amore Mauro Tropeano Curatore e amico!!! 

 

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